Quali malattie tiene lontano l’esercizio fisico?

In: Salute e benessere Su: giovedì, maggio 10, 2018

L'attività è importante sia in termini di prevenzione che di "terapia" perché è in grado di contrastare e rallentare diverse patologie

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda ad adulti e anziani di praticare almeno 150 minuti di attività fisica di tipo aerobico a intensità moderata a settimana. Per i bambini, invece, il consiglio è di muoversi almeno un’ora al giorno. Nel mondo, però, 1 adulto su 3 non raggiunge i livelli di attività consigliati dall’Oms e in Europa le statistiche sottolineano come oltre un terzo delle persone in età adulta siano insufficientemente attive.

Ma il movimento è importantissimo per la salute. Come prevenzione e come “terapia“, perché è utile a migliorare e contrastare la progressione di molte patologie(IPERTENSIONE,DEPRESSIONE,PSORIASI,CELLULITE,ARTROSI)

E' la scienza a dirlo, l'attività fisica allunga la vita

Se pensate che l’uomo in queste ultime migliaia di anni si sia particolarmente evoluto, state commettendo un grosso errore. Infatti, le prime tracce del cosiddetto Homo sapiens, quello che era in grado anche di servirsi di utensili, andare a caccia e persino darsi all’agricoltura, gli antropologi e paleontologi ne hanno trovato le tracce ben 2,5 milioni di anni fa. Gli anni sono passati, il nostro fisico è cambiato (meno tozzi, più alti, con un cranio più grande), il nostro cervello si è evoluto. Ciò che non è cambiato per niente in tutto questo tempo è il nostro corredo genetico e, di conseguenza, quelle che sono le esigenze del nostro organismo per sopravvivere nel migliore dei modi. Ebbene, lo stile di vita degli atleti di sport di resistenza o comunque delle persone particolarmente attive fisicamente, è quasi del tutto simile a quello dei nostri progenitori del Paleolitico, mentre un individuo sedentario consuma solo il 38% dell’energia dei suoi antenati, con conseguenze facilmente deducibili. Per gli scienziati l’incremento dell’attività fisica sarà una delle più importanti sfide per la salute del terzo millennio.

CAMMINARE MEZZORA AL GIORNO — Camminare aumenta l’aspettativa di vita degli anziani ipertesi. È questo il responso di uno studio pubblicato su Hypertension da un team della George Washington University, finalizzato a verificare se esiste un’associazione tra esercizio fisico e mortalità negli anziani con pressione alta. Gli scienziati sono giunti a questa conclusione dopo avere monitorato 2.153 uomini ipertesi over 70 anni, sottoponendoli a un test di tolleranza all'esercizio e stimando l’intensità del lavoro in equivalenti metabolici (Met). I partecipanti sono stati, quindi, suddivisi in quattro diversi gruppi in funzione dei Met raggiunti. Al termine della sperimentazione è emerso che il rischio di mortalità calava dell'11% per ogni aumento di 1 solo Met durante l’esecuzione degli esercizi. Ciò significa che basta camminare in maniera veloce per almeno mezzora al giorno per ridurre il rischio di morte. Un risultato alquanto positivo che dovrebbe convincere i tanti sedentari a cambiare, anche se di poco, il loro stile di vita. È utile tenere presente che da 55 anni in avanti la probabilità di un individuo con pressione sanguigna normale di diventare iperteso nei 20 anni successivi è di circa il 90%, con 7,6 milioni di morti premature, ovvero il 13,5% della mortalità globale.
DURATA E INTENSITÀ — L’importanza della durata e intensità dell’esercizio fisico. A sottolineare quanto questi due parametri siano fondamentali nell’incidere sulla lunghezza e qualità della nostra vita è una ricerca condotta da spagnoli e svedesi, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine. Gli scienziati hanno dapprima voluto escludere una predisposizione genetica alla longevità di chi pratica sport ad alto livello, analizzando i geni di 100 atleti maschi protagonisti di Olimpiadi, Campionati Europei e Mondiali delle rispettive discipline, per poi compararli a quelli di comuni cittadini. Dal confronto hanno riscontrato che non vi era alcuna differenza, in particolare tra quei fattori genetici che possono predisporre a malattie cardiache o tumore, le più frequenti cause di morte nel mondo occidentale. Quindi, hanno esaminato l'effetto positivo dell'attività fisica, individuando nell’attività aerobica, ovvero di resistenza, praticata con una buona intensità, il tipo di esercizio che maggiormente tiene lontano dalle malattie.
STOP ALL’INVECCHIAMENTO CELLULARE — Un cambiamento di stile di vita basato su un moderato esercizio fisico e un regime alimentare equilibrato, può far allungare i telomeri, i cappucci protettivi del Dna, il cui progressivo accorciamento è direttamente connesso alla senescenza cellulare e a numerose patologie legate all'età. È ciò che è stato scoperto da un gruppo di ricercatori dell'Università della California di San Francisco, in base a uno studio pilota, pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, che ha coinvolto 35 uomini con un tumore della prostata localizzato e in fase precoce. Dal momento che si è accertato da tempo che a ogni fisiologico processo di duplicazione cellulare, i telomeri vengono in parte sacrificati, accorciandosi e favorendo tutta una serie di patologie legate all’età, la scienza ha cercato di individuare se potessero esserci dei meccanismi compensativi. Li ha trovati per l’appunto nell’attività motoria e in una regolare dieta che escludesse soprattutto i grassi di origine animale. Ritornando alla sperimentazione, i 35 volontari sono stati suddivisi in due gruppi: il primo gruppo di 10 si è esercitato in un training che prevedeva una camminata per 30 minuti al giorno, sei giorni alla settimana, oltre a una dieta con molta frutta e verdura e pochi grassi. I restanti 25, invece, hanno semplicemente assunto la funzione di gruppo di controllo, senza quindi mutare il proprio stile di vita. Ebbene, dalle analisi genetiche è risultato che nei soli soggetti attivi i telomeri si erano allungati di circa il 10%. Una variazione positiva che si è dimostrata proporzionale all’impegno con cui i singoli individui hanno affrontato l’allenamento.

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